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Fondo Famiglia, diamo Lavoro

Parte la terza fase
 

Il Fondo Famiglia Lavoro riparte con la terza fase

Rispetto al passato, il Fondo concentra tutte le risorse e gli sforzi per favorire la ricollocazione nel mercato del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio. Se, infatti, già nella seconda fase l’erogazione diretta di sussidi era stata superata a favore di una pluralità di interventi, ora la riqualificazione professionale diventa la preoccupazione esclusiva. Ciò significa che tutte le donazioni raccolte vengono impiegate per finanziare questa misura.

I reinserimenti lavorativi

Per favorire i reinserimenti lavorativi dei propri beneficiari, il Fondo stringe un patto con le imprese. Alle associazioni imprenditoriali viene proposta una lettera d’intenti per l’adesione al progetto con la quale si impegnano a promuovere presso i propri associati l’avvio dei tirocini. Ma non solo. Con la firma dell’intesa, le associazioni imprenditoriali indicano all’Arcivescovo il proprio rappresentante per il neo costituito Comitato dei Sostenitori, entrando così negli organi statutari del Fondo Famiglia e Lavoro 3.0 e diventando corresponsabili dei progetti.  

 

Il patrimonio e la durata

La fase tre del Fondo Famiglia Lavoro parte con una dotazione iniziale di 500 mila euro, 200 mila provenienti dall’8 per mille alla Chiesa cattolica che la Diocesi ha deciso di destinare a questa iniziativa, e 300 mila dalle offerte singole di molti cittadini che in questi anni hanno permesso di raccogliere e distribuire decine di milioni di euro a chi ha perso il lavoro.

Il Fondo si alimenterà con le offerte di fedeli, cittadini, imprese e fondazioni e opererà fino al 31 dicembre 2018. Nello statuto è prevista la possibilità di proroga oltre tale data a seguito di provvedimento dell’Arcivescovo, sentito il parere degli organi del Fondo.

Fondo Famiglia Lavoro: Diamo Lavoro- A chi è rivolto

Destinatari del Fondo sono le persone residenti sul territorio della Diocesi ambrosiana, con almeno un figlio a carico e disoccupate da non prima del mese di luglio 2015, oppure che, alla stessa data, abbiano cessato di beneficiare delle provvidenze pubbliche previste a favore di chi ha peso il lavoro.

Per queste persone il Fondo, attraverso la rete delle associazioni aderenti, predisporrà percorsi di reinserimento nelle imprese che avranno espresso la loro disponibilità, attraverso l’istituto del tirocinio di reinserimento lavorativo. Per tutta la durata del progetto, da tre a sei mesi, ogni tirocinante riceverà un borsa lavoro, non inferiore a 400 euro mensili, come indennità, finanziata dal Fondo.

Per accedere agli aiuti, le persone che hanno perso il lavoro dovranno rivolgersi agli oltre 70 distretti del Fondo Famiglia Lavoro operativi nei decanti della Diocesi di Milano già nelle precedenti fasi.

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